La sospensione di Andrea Guido dalla carica di assessore del Comune di Lecce apre una nuova fase negli equilibri della maggioranza guidata da Adriana Poli Bortone. La Prefettura ha applicato la Legge Severino dopo la condanna in primo grado a due anni di reclusione per corruzione, pronunciata dal Tribunale di Napoli il 23 ottobre 2026.
Il provvedimento, firmato dal prefetto Natalino Manno, richiama l’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 2012, che prevede la sospensione dalle cariche pubbliche in presenza di una condanna non definitiva. La sentenza ha disposto anche l’interdizione temporanea dai pubblici uffici per un anno, con sospensione condizionale della pena.
La decisione era attesa, anche se meno prevedibili erano i tempi. Lo stesso Guido aveva già manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico prima della comunicazione ufficiale della Prefettura.
Tra gli elementi al centro della vicenda figura la prescrizione del reato di corruzione, che la difesa ritiene maturata da tempo, dopo l’esclusione dell’aggravante dell’agevolazione mafiosa da parte del Tribunale di Napoli.
Tra le ipotesi non è escluso un ricorso al Tar, mentre resta da capire quali saranno le prossime mosse sul piano giudiziario.
La sospensione apre anche una questione politica per la sindaca Adriana Poli Bortone, che nei giorni scorsi aveva rinnovato pubblicamente la propria fiducia a Guido. Ora dovrà decidere come gestire le 14 deleghe precedentemente affidate all’assessore, che comprendevano settori come Welfare, Coesione sociale, Politiche della famiglia e Tutela degli animali.
Una prima possibilità è che la sindaca mantenga temporaneamente per sé tutte le competenze. Nel frattempo, sarebbero già iniziate le interlocuzioni con Puglia Popolare, il partito con cui Guido aveva partecipato alle ultime elezioni comunali, ottenendo oltre 1.300 voti.
La formazione punta a mantenere un ruolo nell’esecutivo. Tra i nomi che circolano per un eventuale ingresso in Giunta figurano Gigi Valente e Lara Cataldo, già collaboratrice di Guido negli ultimi anni.
La scelta della sindaca dovrà tenere conto anche delle aspirazioni degli altri gruppi. Fratelli d’Italia, che conta otto consiglieri comunali e tre assessori, potrebbe chiedere maggiore rappresentanza. Tra i nomi indicati figurano Fabiola De Giovanni e Andrea Pasquino.
Anche Giorgio Pala, esponente dell’area riconducibile a Marti, attende da tempo un’opportunità per entrare nell’esecutivo, con l’ipotesi di subentrare alla madre, l’assessore Gabriella Margiotta.
La sostituzione di Guido rischia quindi di alimentare tensioni nella maggioranza, chiamata a trovare un equilibrio tra le richieste dei partiti e le ambizioni dei singoli consiglieri.
Dopo aver ricevuto la notifica della sospensione, Andrea Guido ha affidato ai social un messaggio rivolto ai cittadini e ai sostenitori, rivendicando il lavoro svolto durante il mandato. L’esponente politico ha inoltre assicurato che continuerà a mantenere un rapporto diretto con la cittadinanza, indicando il bar Astoria come punto di riferimento del proprio impegno sul territorio.
La vicenda si sviluppa dunque su due fronti: quello giudiziario, con le possibili iniziative della difesa, e quello politico, dove la sindaca dovrà decidere come redistribuire le deleghe e gestire le richieste dei gruppi consiliari. Le prossime scelte saranno decisive per gli equilibri della maggioranza leccese.
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