Molotov contro il consigliere a Racale, due indagati: svolta nel caso

Perquisizioni dei carabinieri tra Racale e Alliste nell'inchiesta sull'attentato all'abitazione di Daniele Renna. Sequestrati alcuni indumenti ritenuti compatibili con quelli utilizzati dai responsabili. Si indaga anche sul possibile movente

Una nuova fase investigativa potrebbe contribuire a chiarire quanto accaduto la scorsa estate a Racale, quando una bottiglia incendiaria fu collocata davanti all’abitazione di Daniele Renna, consigliere comunale e segretario cittadino del Partito Democratico. A quasi quattro mesi dall’episodio, due persone residenti rispettivamente a Racale e Alliste sono state iscritte nel registro degli indagati.

Entrambi i soggetti, già conosciuti dalle forze dell’ordine, sono stati raggiunti da provvedimenti di perquisizione e sequestro nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce.

Durante le operazioni, i militari hanno individuato alcuni capi di abbigliamento che potrebbero corrispondere a quelli indossati dagli autori dell’intimidazione. Si tratta di elementi ancora da verificare attraverso specifici esami tecnici.

La molotov davanti all’abitazione del consigliere comunale

L’episodio risale alla notte tra l’11 e il 12 luglio 2026, quando ignoti collocarono e innescarono un ordigno incendiario artigianale contro il portone d’ingresso della casa dell’amministratore locale.

L’azione provocò un principio d’incendio e danni all’infisso, creando una situazione potenzialmente pericolosa per le persone presenti nell’abitazione.

L’accaduto diede origine a un’indagine finalizzata a individuare gli esecutori del gesto e a comprenderne le ragioni, anche alla luce del ruolo pubblico ricoperto dalla persona presa di mira.

Perquisizioni e sequestri: gli elementi raccolti dai carabinieri

Nelle prime ore del 5 novembre, i carabinieri della Compagnia di Casarano, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Alfredo Manca, hanno eseguito le perquisizioni nei confronti dei due sospettati.

Gli accertamenti sono il risultato di un’attività investigativa sviluppata nei mesi successivi all’attentato, attraverso sopralluoghi, verifiche tecniche e riscontri raccolti sul territorio.

Il materiale acquisito avrebbe consentito agli investigatori di delineare un quadro indiziario sufficiente a giustificare ulteriori approfondimenti nei confronti delle due persone.

Particolare attenzione viene riservata agli indumenti sequestrati durante le operazioni, considerati potenzialmente compatibili, per caratteristiche e particolari, con quelli attribuiti agli autori dell’azione incendiaria.

Gli abiti saranno sottoposti ad analisi e comparazioni per stabilire se esistano collegamenti concreti con l’attentato.

Gli investigatori cercano il movente dell’intimidazione

Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda le motivazioni che avrebbero portato a colpire l’abitazione del consigliere comunale.

Gli inquirenti stanno valutando l’eventuale collegamento con l’attività politica di Daniele Renna, senza escludere che il gesto possa essere riconducibile alla sua sfera professionale.

Le verifiche riguardano inoltre la possibilità che altre persone, al momento non identificate, abbiano partecipato alla preparazione o all’esecuzione dell’attentato.

I due indagati restano in stato di libertà e la loro effettiva responsabilità dovrà essere accertata nel corso del procedimento. L’iscrizione nel registro degli indagati e il sequestro degli indumenti non costituiscono, di per sé, una prova di colpevolezza.

L’inchiesta prosegue dunque su più fronti, con l’obiettivo di ricostruire completamente la dinamica dell’episodio, individuare gli eventuali responsabili e chiarire le ragioni di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Redazione

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