Notte di tensione nel nord Salento, dove due attività commerciali sono finite nel mirino dei malviventi a distanza di poco più di mezz’ora. I tentativi di furto si sono verificati a Squinzano e Surbo, rispettivamente ai danni di una gioielleria e di un bar tabaccheria. In entrambe le circostanze, l’attivazione dei sistemi di allarme e il rapido intervento delle guardie giurate hanno impedito che i responsabili portassero a termine i colpi.
Nonostante l’esito negativo delle incursioni, i commercianti hanno dovuto fare i conti con danneggiamenti agli accessi dei locali. Resta inoltre da chiarire se dietro i due episodi possa esserci un unico gruppo criminale. La vicinanza geografica tra i comuni, separati da circa dodici chilometri, e la breve distanza temporale rendono plausibile questa ipotesi, che al momento non trova però conferme.
Squinzano, tentata effrazione alla gioielleria Andriani Preziosi
Il primo allarme è stato registrato all’1.39 a Squinzano, presso la gioielleria Andriani Preziosi, situata all’inizio di via Giuseppe Garibaldi.
Il segnale proveniente dall’impianto antifurto è stato ricevuto dalla centrale operativa dell’istituto di vigilanza Ggs La Velialpol, che ha immediatamente disposto l’intervento di una pattuglia impegnata nel controllo del territorio.
Una volta raggiunto l’esercizio commerciale, gli addetti alla sicurezza hanno individuato diversi elementi riconducibili a un tentativo di intrusione. In particolare, il meccanismo di chiusura della serranda risultava manomesso e un lucchetto era stato rimosso. L’azione aveva inoltre provocato danni al rivestimento in marmo dell’ingresso.
Un ulteriore particolare ha attirato l’attenzione dei vigilanti: le telecamere di videosorveglianza erano state spostate verso l’alto, presumibilmente nel tentativo di impedire la ripresa dei responsabili durante l’effrazione.
La centrale operativa ha quindi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, avvisando contemporaneamente il proprietario della gioielleria.
Carabinieri sul posto, verifiche sui danni e sulle modalità del tentato furto
Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile di Campi Salentina, che, insieme al titolare, hanno constatato i segni lasciati dai malviventi.
Secondo una prima ricostruzione, per forzare la chiusura potrebbe essere stato utilizzato un attrezzo da scasso, probabilmente un piede di porco. Si tratta tuttavia di un’ipotesi, non ancora accertata.
Il danneggiamento della serratura ha reso impossibile effettuare nell’immediato un controllo completo degli ambienti interni. Gli elementi raccolti indicano comunque che il tentativo di furto non è andato a buon fine.
Le verifiche sono proseguite anche nelle ore successive, con un nuovo sopralluogo eseguito dai militari della stazione territoriale di Squinzano.
Surbo, secondo allarme al bar tabaccheria Leone d’Oro
A distanza di appena 36 minuti dal primo episodio, alle 2.15, un’altra segnalazione di allarme è arrivata da Surbo, questa volta dal bar tabaccheria Leone d’Oro, in via IV Novembre.
Anche in questo caso l’obiettivo dei malintenzionati era introdursi nell’attività commerciale durante le ore notturne. La modalità scelta per tentare di superare le protezioni, però, sarebbe stata differente rispetto a quella utilizzata a Squinzano.
I responsabili avrebbero infatti fatto ricorso a una tecnica di taglio termico, probabilmente attraverso una lancia o un cannello alimentato a gas, per compromettere le strutture di chiusura del locale.
Anche questa incursione è stata interrotta grazie all’intervento della vigilanza, evitando che il tentativo si trasformasse in un furto portato a termine.
Due episodi ravvicinati, resta da chiarire l’eventuale collegamento
La successione dei fatti richiama l’attenzione sulla sicurezza delle attività commerciali del territorio, soprattutto nelle fasce orarie notturne.
La rapidità di intervento dei sistemi di vigilanza si è rivelata determinante per impedire entrambe le intrusioni. Ciò non ha tuttavia evitato conseguenze economiche per gli esercenti, chiamati a ripristinare le parti danneggiate.
Rimane aperta la questione dell’eventuale collegamento tra i due tentativi. Le differenti tecniche di effrazione non consentono, allo stato attuale, di attribuire con certezza le azioni agli stessi responsabili.
Saranno gli ulteriori accertamenti, anche attraverso l’esame degli elementi disponibili, a poter chiarire la dinamica dei fatti e l’eventuale presenza di una banda attiva tra Squinzano e Surbo.
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