L’affascinante mondo delle particelle subatomiche e i misteri dell’Universo profondo si danno appuntamento a Lecce. Il Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento ha organizzato un seminario speciale dedicato al Premio Nobel per la Fisica 2026, assegnato pochi giorni fa allo scienziato Francis Halzen. L’incontro, fissato per lunedì 19 ottobre alle 15:30 nell’aula magna del Dipartimento, rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare la ricerca di altissimo livello promossa dalle eccellenze accademiche del territorio. A ripercorrere le scoperte premiate dalla Royal Swedish Academy of Sciences sarà il professor Paolo Bernardini con la relazione “Francis Halzen: neutrini dalle stelle”.
I segreti dei ghiacci e il ruolo dell’INFN
Halzen è stato premiato per la sua guida dell’esperimento IceCube, un avveniristico osservatorio incastonato nei ghiacci dell’Antartide che ha permesso di scoprire e studiare i neutrini di alta energia di origine astrofisica. «Il Nobel a Francis Halzen è un riconoscimento alla straordinaria capacità della fisica dei neutrini di aprire nuove finestre sulla natura e sull’Universo», afferma Antonio Surdo, primo ricercatore della sezione di Lecce dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
Il contributo di Lecce alla fisica internazionale
Il prestigioso riconoscimento tocca da vicino la storia dell’Ateneo salentino e dell’INFN. Dalle storiche partecipazioni all’esperimento MACRO sul Gran Sasso, fino alla spedizione al Polo Sud nel 1997 per il progetto Amanda (precursore di IceCube a cui prese parte l’attuale direttore della sezione INFN di Lecce, il professor Martello), i fisici leccesi sono da decenni in prima linea nello studio delle oscillazioni e delle interazioni dei neutrini, sia sul fronte sperimentale che su quello teorico.
Un impegno costante, testimoniato anche dal successo del Neutrino Oscillation Workshop (NOW), il vertice internazionale nato a Lecce nel 2000 che continua a portare in Salento i maggiori esperti mondiali, tra cui lo stesso Halzen in ben tre edizioni. Oggi la sfida prosegue oltreoceano, con la partecipazione dei ricercatori leccesi a progetti di frontiera come l’esperimento DUNE negli Stati Uniti e l’Osservatorio Pierre Auger in Argentina.
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