Non ci sarebbe stata diffamazione, né lesione della reputazione, nei commenti apparsi sui social contro la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, dopo la sua denuncia pubblica di un furto subito in casa, la scorsa estate. Commenti pesanti, che in pratica davano della “ladra” alla stessa sindaca, inneggiando agli autori del furto.
Parole che avevano indotto la sindaca a presentare un esposto-denuncia. Ma per il pubblico ministero tutto deve essere archiviato, perché quelle parole devono essere contestualizzate all’interno delle cosiddette “piazze virtuali”, evidenziando come nei confronti di un personaggio pubblico il diritto di critica prevalga rispetto alle tutele (pur dovuto) che sarebbero in qualche modo attenuate rispetto a quelle di un semplice comune cittadino.
Sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere se si dovranno comunque perseguire gli autori dei commenti sui social, ma è chiaro che la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero ha un forte peso sul prosieguo dell’iter.
L’avvocata Francesca Conte, legale della sindaca, ha annunciato che presenterà formale opposizione alla richiesta di archiviazione. Anche in sede civile e, se necessario, fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Parlando di una “battaglia di etica giuridica e di civiltà”, anche per arginare la cosiddetta “deriva social”. Dalla quale, ha evidenziato, è stata invece tutelata un’altra sindaca, quella di Genova, Silvia Salis.
Per Conte, inoltre, proprio la carica istituzionale ricoperta da Adriana Poli Bortone dovrebbe comportare un maggior rispetto e dunque una minore tolleranza verso commenti pesanti espressi pubblicamente. Insomma, non si può richiamare un’attenuante, ma anzi un’aggravante. Per questo, l’avvocata Conte ha annunciato di voler coinvolgere in questa battaglia anche l’ex sindaco, e ora capogruppo di opposizione, Carlo Salvemini, proprio perché l’obiettivo deve essere quello di salvaguardare l’onorabilità di chi ricopre cariche pubbliche e di porre un freno al fango gettato attraverso i social.
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