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Incidenti sul lavoro, dati preoccupanti in Puglia

L'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering colloca la regione in zona rossa, tra quelle con il maggior indice di incidenti mortali: 46 nei primi 9 mesi dell'anno

incidenti lavoro

Con 7 morti sul lavoro da gennaio a settembre, con un indice di mortalità pari a 28.7 sui 244 mila lavoratori presenti, la provincia di Lecce viene inserita nella fascia arancione della classifica, stilata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, su base dati Inail. Una classifica che vede la Puglia al quarto posto tra le regioni italiane per indice di mortalità rispetto al numero di lavoratori, dopo che fino a settembre si sono già verificati 46 incidenti mortali.

In zona rossa nei primi nove mesi del 2023, cioè con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 25,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) compaiono, insieme alla Puglia, anche il Molise, l’Umbria, l’Abruzzo, e la Campania. In zona arancione: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Piemonte, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige. In zona gialla: Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Lazio. In zona bianca: Valle D’Aosta e Toscana.

“Mancano tre mesi alla fine dell’anno – il commento di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre – ma le incidenze di mortalità e i numeri restano drammatici e preludono ad una chiusura del 2023 sul solito e sconfortante valore di oltre mille infortuni mortali sul lavoro. Una situazione allarmante e grave che pone sotto i riflettori soprattutto le vittime in occasione di lavoro, cresciute rispetto al 2022 del +3,3%. Nessuna flessione, anzi. E questo indica la stabilità del fenomeno e non, purtroppo, un’inversione di tendenza”.

Preoccupa in particolare il dato sugli incidenti che coinvolgono i più giovani. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (21,8 infortuni mortali ogni milione di occupati contro 13,7).

Ma l’incidenza più elevata si registra nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (97,5), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (44,1).

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